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Delle “MAPPE URBANE PERSONALI” (M.U.P.), format artistico ideato nel 2003 e lanciato nel 2005 da Marina Misiti a New York,  e ampliato poi in altri contesti urbani (Londra, Tokyo, Roma ecc.), in mostra in varie esposizioni in Italia e all’estero, pubblicato sulle maggiori testate italiane e internazionali, cartacee e online, e infine in una serie di guide e libri fotografici – Antonella Pierno, docente all’Accademia di Brera di Milano e critico d’arte, ha scritto: “Marina Misiti si propone in veste di narratrice di viaggi in cui ha raccolto la precarietà di architetture provenienti da imprecisati assemblaggi di materiali poveri, paradossalmente carichi di dignità e di senso estetico, fotografati con la disinvolta ironia di una cartolina”.

Le opere appartenenti al ciclo delle M.U.P. conservano la matrice di reportage antropologico e documentary photography della giornalista e antropologa visiva (che ha utilizzato un iPhone accanto ai disegni on-location), offrendo la possibilità di percepire una realtà urbana in mutamento sociale (da gentrification), registrata secondo percorsi e angolature estetiche personalissime (vedi #grafieurbane e altri temi in cui si articola il progetto). Si tratta alla fine di un paesaggio emotivo delle grandi metropoli del mondo, dell’individuazione di textures inedite “narrate” artisticamente, di tracce e grafie urbane riportate creativamente alla luce, di ritratti di luoghi, botteghe, artigiani colti nel loro processo di cambiamento sociale…

L’artista riformulando in modo creativo l’immagine e il tessuto urbano di alcune zone in mutamento, individua delle vere e proprie “mappe emozionali” visive, offrendone “una mappatura femmineamente seducente”, come scrive nel catalogo della sua seconda esposizione al museo Emilio Greco di Sabaudia, la gallerista e curatrice dell’evento, Silvia Sfrecola Romani: Una mappatura femminilmente curiosa, femmineamente seducente, che potremmo definire una cartografia di sicurezza affettiva, i cui confini sono circoscritti dalle emozioni e dalle sensazioni che, volta per volta, li stabiliscono. Viaggiare per Marina, anche negli stessi luoghi, è come rileggere un libro già letto che avrà sempre qualcosa di nuovo da dirci”.

Spiega Marina Misiti: “Scopo del mio progetto artistico sulle mappe urbane è quello di disegnare una geografia alternativa e personale in mutamento continuo, che è anche cartografia estetica ed emozionale delle città. Ogni immagine riveste per me un particolare valore simbolico e personale, ma costituisce anche una documentazione delle trasformazioni in atto e una suggestione stilistica e di “tessuto” grafico. Mi interessa da una parte indagare la funzione che l’estetica esercita sulla percezione dell’abitare urbano, e dall’altra individuare le memorie di alcuni quartieri metropolitani soggetti a fenomeni di gentrificazione. Il tessuto urbano già antropizzato e adesso nuovamente in trasformazione, in cui l’umano dialoga con lo spazio che via via crea e ricrea, rimbalza infine dalla dimensione sociale a quella intima: nasce così la mia “visione urbana personale” diversamente  tessuta, scritta, ridisegnata (a mano) e, in fondo, alternativa”.

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(nella foto: Marina Misiti)

Oggi il progetto delle MUP ha fatto molta strada, è stato recensito ampiamente, esposto in varie luoghi in Italia e all’estero (New York, Londra, Florianopolis e altre città del Brasile) e, presentato di recente all’Istituto Italiano di Cultura di Madrid e all’universita’ La Sapienza, divenendo un vero e proprio format in progress, declinato attraverso la mobile-art e le tavole di reportage illustration (con i libri in LIMITED EDITION su New York, London e Tokyo).

Giorgio Fontana, esperto di comunicazione, arti e reti sociali, descrive così questo lavoro artistico in progress: “Marina Misiti è una fotografa emozionale che coglie con la sua straordinaria sensibilità gli attimi necessari perché un luogo e la gente che lo penetrano siano narrati. Le Mappe Urbane Personali sono un concetto-format che Marina ha sviluppato in questi anni di lavoro mutuando l’esperienza del viaggio e quella della collocazione nella memoria documentale, testi e foto, di percorsi e localizzazione che finiscono per creare una geografia esistenziale e unica che si sovrappone a quella reale”.

“Le tue immagini sono parole colorate di intensa poesia. Con un semplice clik sai cogliere con rarissima maestria, l’attimo fuggente della nostra esistenza”, ha scritto l’artista e storico dell’arte Giuseppe Celi.

 

ESPOSIZIONI: 

  • Spain, Madrid, Istituto Italiano di Cultura, presentazione di #grafieurbane, 2016
  • Italy, Rome Open Studio“Urban Sketches Collection”, 2014
  • Great Britain, London “fLIP (London Indipendent Photography) Show”, 2011
  • USA, New York, Callahan Gallery of St. Francis College, Brooklyn, “Perspectives On Time”, 2011
  • Brazil, Florianopolis, “Strati velati”, 2011
  • USA, New York, Durst Gallery, “New Visions”, 2011
  • Brazil, BrusqueRome-by-bus 87/70-iPhoneography, 2011
  • USA, New York, Macy’s Herald sq, “A Woman’s World”, 2011
  • Italy, Latina, Laranarossa Gallery, 2011
  • USA, New York, Manhattan Borough President Gallery, “The Art of Commerce”, 2010
  • Italy, Rome, ViaGiulia95 Gallery, “MUP Project”, 2009
  • Italy, Sabaudia (LT), Emilio Greco Museum, “MadPhoto Donna”, 2009
  • Italy, (CZ) International Photo Festival of Corigliano Calabro, “MUP Project”, 2008
  • Italy, Rome, Atelier Lungaretta, “Urban Travel Sketchbooks”, 2005

 

RECENSIONI:

I reportage illustrati di Marina Misiti in questi anni sono stati ampiamente recensiti dai critici d’arte e dai media, tra questi: RADIO UNO (interv.), Lip Magazine, Reflections magazine (Yale University), www.esteri.it, IICMadrid, 9Colonne, The DiplomatBlogdiOut magazine (interv) , Mercati & Materie Magazine (interv),  ItaliaGeoMagazineFATTI ITALIANISGUARDI (il periodico della Nital), EXIBART, Lip Magazine 2E’LIFESTYLE (interv.), E’LIFESTYLE online, Mondo Rosa ShockingCorigliano per la Fotografia (interv.), Il Quotidiano, La provincia cosentina, Il Tempo, Parvapolis, FOTOUP, TEVACPHOTO, NIKON Club News, Guide.Supereva, Obiettivo Reporter, ecc.